Riflessioni provvisorie relative al ruolo della intelligenza artificiale nella sanità

– di Franco Piunti –

L’ipotesi avanzata in questa tesi è che l’etica della responsabilità, all’interno di un progetto verso la sopravvivenza biologica, che coinvolga attivamente la specie umana quale osservatore privilegiato, avrà un aiuto dall’intelligenza artificiale (I.A.), se conterrà al suo interno, in questa fase della storia della specie umana, l’etica delle intenzioni, quella Kantiana e quella utilitaristica garantendo l’indipendenza dell’individuo.

Nella mia esperienza, come Direttore del Dipartimento di Prevenzione e successivamente di Direttore Sanitario di una ASL, ho potuto verificare l’intreccio delle varie etiche nella programmazione e realizzazione della attività sanitarie.

Nelle attività cliniche è prevalente l’etica delle intenzioni e del prendersi cura; l’etica Kantiana, è presente nello sviluppo del consenso informato, nella ricerca e e nelle sperimentazioni; l’Etica utilitaristica, nella programmazione della Direzione Generale, mentre l’etica  utilitaristica e della responsabilità dovrebbe essere esercitata nei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e dall’Agenzia Nazionale Per l’Ambiente (ANPA)

Infatti, il ruolo del Dipartimento di Prevenzione, costituito a salvaguardia degli interessi della collettività ( compresa quella animale ), è previsto dall’Art .32 della Costituzione Italiana .

Mentre per la protezione dell’Ambiente si fa riferimento all’Art.9 della Costituzione italiana, che si riferisce implicitamente all’ambiente quando stabilisce che “la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Sempre più cittadini stanno richiedendo la modifica della Costituzione affinché l’ambiente  abbia un riferimento più preciso.

Gli interessi della collettività umana ed animale, in base alle normative vigenti, sono tutelati tramite la sorveglianza e la vigilanza, esercitata dai Dipartimenti di Prevenzione, sui fattori di rischio fisici, chimici e biologici presenti nella popolazione.

In particolare la sorveglianza è esercitata sia tramite la gestione dei registri di morte, delle malattie infettive umane ed animali, degli infortuni e malattie professionali negli ambienti di lavoro, o altri registri attivati per situazioni particolari, sia tramite indagini epidemiologiche specifiche quando gli indicatori di mortalità o morbosità superano l’atteso.

La vigilanza, prevista per legge, sui fattori di rischio ( acqua, aria, suolo, alimenti, ambienti di vita e di lavoro)  è programmata a livello europeo, nazionale, regionale e locale con unità di Polizia Giudiziaria presenti nei Dipartimenti di Prevenzione.

Il ruolo dell’ANPA, con le sue Agenzie Regionali, sono deputate al controllo delle matrici aria, acqua, suolo e della biodiversità.

l’Italia ha quindi gli strumenti per tutelare i beni comuni più importanti quali la salute dell’uomo  degli animali e dell’ambiente in base all’etica della responsabilità.

In particolare l’etica della responsabilità è utilizzata, per legge, nella valutazione progettuale degli interventi umani che possono determinare rischi per l’uomo e per l’ambiente: l’impatto ambientale ( VIA) e l’impatto sulla salute ( VIS ).

Mentre l’etica utilitaristica viene impiegata sia dai Dipartimenti di Prevenzione sia dall’ANPA, nella elaborazione degli indicatori di risultato sulla comunità,  quali la speranza di vita, gli anni di vita guadagnati o persi dalla collettività umana, il benessere animale e la qualità della matrici acqua, aria, suolo e biodiversità.

Tali indicatori sono necessari sia  per individuare le priorità nelle scelte, nell’ambito della programmazione, sia nella verifica dell’efficacia delle azioni attivate.

In che modo l’I.A. può contribuire a migliorare  gli interessi della collettività umana, animale e dell’ ambiente rispetto ai diritti individuali della specie umana?

Tra i temi etici, nel mondo sanitario, da affrontare con l’I.A., i più importanti sono l’affidabilità, la trasparenza e l’indipendenza dell’I.A. e come combinare i diritti individuali e l’interesse della comunità pubblica.

Tra i problemi dell’intelligenza artificiale, i principali sono la qualità dei dati immessi nel sistema, la difficoltà di comprendere le modalità con cui li elabora e l’utilizzo per scopi  di interesse privato.

I Dipartimenti di Prevenzione e l’ANPA sono strutture pubbliche che producono dati sui beni comuni, teoricamente accurati, privi di pregiudizio, e uniformi su tutto il territorio nazionale.

Utilizza già una I.A. “debole” specifica per temi, aggregabili su base locale, regionale, nazionale, ed europeo, con modelli trasparenti, oggetto di valutazione continua dal punto di vista scientifico e istituzionale.

L’elaborazione di tali dati, producendo indicatori di risultato, può essere, nel prossimo futuro, lo strumento per la valutazione dell’efficacia delle applicazioni dell’IA nella sanità umana, animale e per l’ambiente.

Inoltre questi dati possono essere utilizzati, tramite una IA “forte”, integrando varie banche dati, per fare previsioni sull’impatto sulla salute e sull’ambiente nell’ambito della valutazione di progetti .

Nel prossimo futuro tramite il Machine learning e il Deep learning, sempre nel rispetto del diritto delle persone e delle istituzioni, degli animali e dell’ambiente di non essere oggetti di decisioni basate esclusivamente sui processi automatizzati, si potranno migliorare le conoscenze sulle varie interconnessioni tra uomo, biodiversità e biosfera.

Quindi l’I.A. utilizzata dai Dipartimenti di Prevenzione e dall’Agenzia per l’Ambiente  può essere uno strumento per salvaguardare gli interessi della collettività, affidabile e trasparente.

Infatti i Dipartimenti di Prevenzione e le Agenzie per l’Ambiente tramite i dati raccolti, con l’aiuto dell’I.A. possono costruire modelli previsionali tramite i quali valutare se i diritti individuali  sono di ostacolo agli interessi della collettività umana, animale e della biosfera  e proporre ai decisori la loro riduzione.

In questo contesto, sia le scienze omiche sia la biosensoristica implementeranno le conoscenze delle relazioni potenzialmente pericolose per i singoli individui.

Sicuramente la 4P Medicine (Prevenzione, Predizione, Personalizzazione e Partecipazione) che promette il passaggio culturale dalla “cura delle malattie” alla “gestione complessiva del benessere degli individui o medicalizzazione della salute”, dallo spermatozoo/ovulo sino alla predizione della data di morte, aiuterà a migliorare la qualità e quantità della vita dei singoli, ma probabilmente a non darle senso (componente importante della salute).

Per gestire tutto ciò occorre realizzare vari percorsi di profondo cambiamento: la gestione pubblica dei dati sanitari, l’indipendenza e la trasparenza dovrà essere implementata dalla presenza, sia in fase di progettazione che in quella di verifica, da tutti i portatori di interesse; i tecnici dovranno lavorare sempre di più in maniera interdisciplinare; occorre che la scuola non sia un luogo di selezione ma luogo dove si insegni a lavorare in gruppo, dove ognuno, approfondendo un nodo della conoscenza, nelle varie materie, impari ad individuare i riferimenti etici e  utilizzando, in maniera critica, lo stesso metodo scientifico per produrre un lavoro comune, con la possibilità di valutarne la correttezza periodicamente; i cittadini dovranno essere convinti che la salute è frutto di più fattori relazionali con gli altri uomini, con gli animali e l’ambiente.

La salute ottimale è un equilibrio dinamico di salute fisica, emozionale, sociale spirituale e intellettuale, in un ambiente democratico partecipato e socialmente giusto ed inclusivo.

La salute inoltre può essere definita come quello stato che permette di dare senso-ruolo (dignità) il più lungo possibile alla propria vita all’interno di relazioni sociali.

Tale definizione pone al centro la salute come processo non solo individuale ma soprattutto collettivo, per cui rimanda al livello politico come punto di riferimento delle costruzione di contesti socializzanti.

Questa definizione aiuta a relativizzare sia tutte quelle definizioni di salute solo fisica, ma soprattutto questa definizione permette di elaborare strategie della prevenzione più efficaci individuando non solo nel contesto diagnostico – terapeutico, ma anche in quello sociale economico e culturale gli strumenti per tutelarla.

La storia della salute collettiva degli ultimi 300 anni, da quando si è utilizzato il metodo scientifico, ha prodotto nel campo della salute un’enorme quantità di informazioni tale da permettere oggi di dimostrare come solo all’interno di una comunità che pone la salute come relazione, l’individuo ha maggiori probabilità di vivere più a lungo e con una maggiore qualità della vita.

La coscienza di ciò aiuta costruire una comunità di destino e quindi a non cedere alla illusione che solo grazie alle scienze omiche e la biosensoristica  gestita dall’Intelligenza artificiale, si possa avere una salute  perfetta individuale per tutta la vita.

La gestione dell’Intelligenza artificiale avrà sempre più bisogno di un fine ultimo dato dalla specie umana e di continue verifiche sia in fase di programmazione tramite l’etica della responsabilità nella individuazione di tutte interconnessioni morali e tecniche dei dati immessi e avrà bisogno dell’etica utilitaristica nella valutazione e controllo degli effetti sulla salute dei sensienti e della biosfera; dovrà confrontarsi con i diritti individuali e rispettare l’emozione di prendersi cura dell’”altro”, uomo, animale, biosfera che sia, e soprattutto la sua ricerca infinita nel dare senso alla morte ed alla vita.

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