Scuola superiore di Bioetica. Aprile 2021

– di Massimo Sartori –

La giornata di studio è stata dedicata al tema “Gravidanza per altri e nuove forme di riproduzione umana”.

Il direttore della scuola Maurizio Mori ha introdotto i lavori, passando brevemente in rassegna, con sguardo aperto, le nuove modalità di riproduzione umana e del suo controllo, e gli straordinari cambiamenti personali e sociali che esse hanno comportato e che potranno comportare.

Ectogenesi

Carlo Bulletti, scienziato e specialista in Ginecologia-Ostetricia e Medicina della Riproduzione, ha presentato le tappe che sono già state percorse per arrivare all’ectogenesi umana, a cui, insieme al compianto Carlo Flamigni, ha dato un significativo contributo. Bulletti non si è nascosto le difficoltà tecnico-scientifiche ancora presenti per la concretizzazione del progetto, ma ritiene che la possibilità di ottenere una gravidanza al di fuori del corpo della donna non sia lontana. Infatti, si è spinto a prevedere che, con opportuni investimenti, la gestazione in un utero artificiale potrebbe realizzarsi in un lasso di tempo di dieci anni. Per concludere, ha proposto e descritto un modello originale di utero bioingegnerizzato.

Nel dibattito che ha seguito la relazione, Bulletti e gli intervenuti hanno messo a fuoco alcuni dei problemi di natura etica connessi con l’ectogenesi, che spero saranno presto sviluppati nel blog.

Gravidanza per altri

Gianluca Gennarelli, ginecologo e dottore di ricerca, ha affrontato il tema della gravidanza per altri, tecnica che oggi si realizza con il trasferimento in utero di un embrione fecondato in vitro e geneticamente estraneo  alla donna che condurrà la gestazione. Come è noto, la procedura, che presenta per la donna gli stessi rischi di una gravidanza tradizionale, è vietata in Italia. Invece, essa è consentita in diversi altri Paesi, europei ed extraeuropei, come attività altruistica (oblativa) o, più spesso, commerciale.

Da un punto di vista medico, come ha mostrato il relatore, la gravidanza per altri trova indicazione in una serie di condizioni cliniche in cui la donna non può condurre in proprio la gestazione, tuttavia la procedura può permettere l’esperienza della genitorialità a chiunque ne possa fruire. Il tema è uno dei più divisivi e Gennarelli lo ha affrontato con competenza ed equidistanza, non nascondendo comunque di essere in generale favorevole a questa modalità di generazione.

Gravidanza per altri: posizioni femministe

Vera Tripodi, filosofa che insegna Etica delle Tecniche al Politecnico di Torino, ha offerto un panorama delle diverse posizioni espresse dai movimenti femministi nei confronti della gravidanza per altri. Pur in un quadro di giudizi assai variegato, le opinioni femministe più rappresentate sono critiche nei confronti della gravidanza per altri. Ad esempio, argomentano che fornire servizi riproduttivi e sessuali è stato, in passato, un obbligo per le donne verso il marito o verso il compagno, e non è il caso che questi servizi siano ora messi a disposizione del libero mercato.

Nel merito, Tripodi ha presentato un originale, e controverso, schema di gravidanza per altri “professionale”, che si propone di superare sia i difetti insiti nel modello “oblativo” (in cui la gravidanza per altri è un atto supererogatorio), che quelli del modello “commerciale” (in cui la prestazione avviene dietro compenso). Il razionale della proposta risiede nel fatto che il compenso non esclude comportamenti altruistici. Di conseguenza, il progetto prevede che la gestante per altri sia considerata, tutelata e organizzata come una professionista della cura.

Genitorialità e diritti del nato

A conclusione della giornata, Maria Teresa Busca ha affrontato il tema delle modificazioni del significato di genitorialità, anche alla luce della gravidanza per altri, e il tema più generale – per molti versi irrisolto – del diritto del nuovo nato a conoscere le proprie origini biologiche, quando i donatori di gameti sono tutelati dall’anonimato.

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