Scuola superiore di Bioetica. Maggio 2021

– di Massimo Sartori –

Riproduzione ottimale e ottimo di popolazione

Maurizio Mori, direttore della scuola,  ha introdotto i due temi in discussione nella giornata e le loro relative implicazioni di carattere morale. Il primo ha riguardato la possibilità, sia teorica che pratica, di pianificare il numero degli abitanti del pianeta e quindi della definizione del loro numero ottimale. Il secondo ha preso in esame il fatto che i nuovi modi di generare (come la fecondazione in vitro, la gravidanza per altri e in futuro l’ectogenesi) si affiancano all’unico modo tradizionale per avere dei figli, cioè al rapporto sessuale fra un uomo e una donna. L’etica dovrebbe interrogarsi su quale sia la modalità migliore di generare.

Etica della popolazione

Luca Stroppa, giovane e brillante studioso dell’argomento, ha presentato i lineamenti di questa nuova disciplina, portata all’attenzione da Derek Parfit negli anni Ottanta del secolo scorso e diventata un nuovo ramo della filosofia morale. Partendo dal problema della non-identità e dalle teorie etiche della popolazione, Luca è giunto a chiedersi se sia possibile e lecito programmare il numero dei viventi.

Nei prossimi giorni il blog ospiterà un primo post di Luca Stroppa, in cui si porranno le basi per una risposta. Nel frattempo, consiglio questo breve video in cui l’autore introduce con chiarezza le principali teorie dell’etica della popolazione.

Fecondazione in vitro per i portatori di malattie genetiche

Francesca Bongioanni, ginecologa e dottoressa di ricerca, ha illustrato le caratteristiche delle tecniche di fecondazione assistita e di selezione degli embrioni. Queste procedure, nate per combattere l’infertilità, sono ora indicate anche quando i futuri genitori, ancorché fertili, sono portatori di malattie genetiche. Infatti, il prelievo di cellule allo stadio di blastocisti e la loro analisi fa sì che la diagnosi pre-impianto si configuri come una valida alternativa alla diagnosi prenatale, che si avvale invece dell’amniocentesi o dell’analisi dei villi coriali.

Come è emerso dal successivo dibattito, la possibilità di scegliere gli embrioni da impiantare, teoricamente anche in condizioni non strettamente patologiche, apre nuovi interrogativi etici sull’uso della fecondazione in vitro.

Le future frontiere della medicina

Demetrio Neri, filosofo, bioeticista e appassionato studioso della biologia, ha parlato di ingegneria genetica e della possibilità, attraverso la CRISPR, di editare i geni umani, per curare le malattie genetiche (intervenendo sugli acidi nucleici delle cellule somatiche) e per prevenirle (intervenendo sugli acidi nucleici delle cellule germinali). La tecnica, per le sue caratteristiche, apre anche alla possibilità teorica di un suo utilizzo per scopi non curativi, bensì di potenziamento di strutture e di funzioni umane di per sé normali.

Come ha mostrato Neri, esiste un consenso quasi unanime sull’utilizzo della CRISPR in medicina umana per il suo utilizzo terapeutico sulle cellule somatiche, mentre esistono obiezioni deontologiche e consequenzialiste al suo impiego nei confronti delle cellule germinali. Per quanto riguarda l’applicazione di tecniche di ingegneria genetica al potenziamento umano (human enhancement), il relatore ha fatto notare come il codice di deontologia medica italiano non chiuda alla possibilità di una medicina di potenziamento (articolo 76, ed. 2016), pur nel rispetto delle peculiarità genetiche dell’individuo.

A conclusione della giornata, Maria Teresa Busca ha coordinato un serrato dibattito sui temi svolti, che ha evidenziato la preparazione e l’interesse dei partecipanti rispetto ai temi trattati, nonché un ampio spettro di reazioni ai vari temi sensibili.

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