L’aggressione all’Ucraina e il potenziamento morale dell’uomo

– di Massimo Sartori –

L’aggressione armata alla Ucraina da parte della Federazione Russa ci ha messo di fronte alla realtà di una guerra vicina. Nelle nostre case e sui nostri smartphone un’informazione tambureggiante – e come in tutte le guerre intrisa di propaganda –  ci fornisce ogni giorno nuovi motivi per spingerci a schierarci dalla parte giusta, cioè da quella degli aggrediti. Non sembrano esserci infatti alternative, di fronte alle immagini delle indicibili sofferenze delle persone e delle irragionevoli distruzioni.

In me, e credo in molti, è grande la frustrazione per non poter intervenire utilmente nelle dinamiche – lucide e folli – che alimentano il tentativo di risolvere con le armi i problemi della convivenza umana. Certo, il modo più semplice per dare un senso a quello che sta succedendo è proprio quello di riconoscere il fatto che è in corso un’aggressione, e di appoggiare anche militarmente chi è aggredito. E’ quanto stanno facendo – per ora con prudenza – i governi dei Paesi europei. Auguriamoci che siano scelte lungimiranti.

Il potenziamento morale

Nel 2012 Ingmar Persson e Julian Savulescu hanno sostenuto in Unfit for the future[i] la necessità di un potenziamento morale dell’uomo. Nel loro lavoro, gli Autori partivano dalla constatazione che per la maggior parte della loro storia gli esseri umani vissero in società relativamente piccole e che, di conseguenza, la loro psicologia morale si andò adattando per renderli idonei a sopravvivere in quelle condizioni. Secondo I due bioeticisti, in quel contesto poteva rappresentare un segno di buon adattamento il fatto che si fosse più propensi a danneggiarsi a vicenda piuttosto che a beneficiarsi a vicenda e che le preoccupazioni per il bene degli altri fossero limitate ai parenti e ai vicini.

Ora, con l’avanzare della tecnica, gli esseri umani hanno cambiato radicalmente le loro condizioni di vita e i loro modi di entrare in rapporto gli uni con gli altri, mentre la loro psicologia morale è rimasta fondamentalmente la stessa. Il rapidissimo avanzamento tecnologico ha così contribuito al degrado dell’ambiente e ha dotato gli esseri umani di armi nucleari e biologiche di distruzione di massa, che potrebbero essere utilizzate dagli stati nelle guerre, o dai terroristi anche in tempi di pace.

Le democrazie liberali non possono superare queste minacce semplicemente sviluppando nuove tecnologie. Ciò che serve, secondo i due filosofi, è un rafforzamento delle disposizioni morali dei loro cittadini, un’estensione della loro preoccupazione morale oltre una cerchia ristretta, con uno sguardo alle conseguenze future. Altrimenti, la civiltà umana è messa a repentaglio.

Per Persson e Savulescu, è dubbio che questo miglioramento morale possa essere realizzato unicamente per mezzo dell’educazione morale tradizionale. Pertanto – essi sostengono – dovremmo anche esplorare le prospettive di un miglioramento morale mediante mezzi biomedici. E’ quello che è stato chiamato moral enhancement.

Verso il riarmo?

Questa medicalizzazione della morale può essere compatibile con la democrazia come oggi la conosciamo? Sembrerebbe di no. Infatti, la proposta di Persson e Savulescu, già criticata a vari altri livelli[ii], comporta una possibile contraddizione. Se i governi democratici migliorassero moralmente le loro popolazioni in quanto la maggioranza dei cittadini è moralmente carente, gli stessi governi non potrebbero più essere considerati legittimi in quanto ne avrebbero manipolato la volontà[iii].

Optare oggi per il moral enhancement è probabilmente prematuro da un punta di vista tecnico (perché la pillola che fa diventare sia più buoni che più saggi non esiste ancora) e certamente è politicamente problematico. Tuttavia, la direzione politicamente corretta verso cui si stanno muovendo le democrazie, Italia inclusa, è quella del riarmo. E’ davvero una direzione migliore?


[i] Ingmar Persson e Julian Savulescu, Unfit for the Future: The Need for Moral Enhancement. 2012, Oxford. Oxford University Press.

[ii] Per un’introduzione all’argomento in italiano, vedi Luca Lo Sapio, Biomoral enhancement. Definizione e problemi aperti. Scienza e Filosofia. https://www.scienzaefilosofia.com/wp-content/uploads/2018/03/res686079_09-LOSAPIO.pdf

[iii] Paulo Norbert and Jan Christoph Bublitz. How (not) to argue for moral enhancement: Reflections on a decade of debate. Topoi 38 (2019): 95-109.

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